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Insegnare come pensare: filosofia nella scuola primaria.

Se solo riconoscessimo che dobbiamo rinforzare le capacità riflessive di questi studenti, invece di aumentare a dismisura i contenuti di conoscenza da trasmettere loro o invece di credere di aver risolto ogni problema attraverso l’alfabetizzazione informatica…. Ecco, l’»educazione al pensare», la promozione di un «pensiero di alto livello» dovrebbero essere un obiettivo primario per l’educazione nel ventunesimo secolo….”
                                                      M. Lipman

Il progetto “Philosophy for Children” : un nuovo modo di insegnare per i docenti

La didattica della filosofia deve prendere sul serio la missione di formare menti autonome e critiche; mentre le pratiche didattiche (siano esse lo studio nozionistico del pensiero degli autori o la lettura dei testi) e i contenuti dell’insegnamento tradiscono o sono inadeguati al compito.

Ridare un senso al fare filosofia con i (e non ai) ragazzi significa rompere l’atmosfera seriosa e plumbea, annoiata o falsamente compiacente della classe, per costruire una classe “aperta” dove tutti si mettono in gioco.

Il progetto “Philosophy for Children” (Filosofia per bambini) nato negli Stati Uniti attorno agli anni ’70 grazie al lavoro del prof. Matthew Lipman (Columbia University – Montclair State University), si è presto diffuso in tutto il mondo e verso la metà degli anni ’90 anche in Italia (CRIF,Crif Napoli) e in Europa dove si è arricchito di caratteristiche teoriche e procedurali nuove, adattandosi alle diverse realtà socio-culturali.
Ha ideato diversi progetti educativi in cui i bambini imparano a produrre e comprendere le proprie idee, ad approfondirle attraverso l’argomentazione e l’analisi, a problematizzarle e chiarirle attraverso domande ed obiezioni. 

All’ interno di questo contesto, in cui l’apprendimento si configura come interattivo e democratico, fare filosofia significa sostare sulle proprie idee per esaminarle in maniera critica, significa imparare a pensare e giudicare con la propria testa, a riflettere per responsabilizzarsi e raggiungere una propria autonomia.

A motivo di ciò, tale progetto è rivolto a tutti i docenti, a partire da quelli della scuola primaria ed è finalizzato a strutturare percorsi disciplinari trasversali che contemplino acquisizione della competenza “Imparare ad imparare”.

Gli alunni, in modo autonomo o suddivisi in gruppi, hanno la possibilità dunque di confrontarsi con le opinioni altrui, di accoglierle se le ritengono valide e di cambiare le proprie in conseguenza delle critiche ricevute.
In tal modo il confronto fra le diverse prospettive interpretative, la condivisione della propria visione del mondo e lo scambio dialogico fra pari porterà ciascun alunno a oltrepassare il punto di vista personale in vista di un benessere psicofisico che gli consentirà di interagire con gli altri in maniera attiva e proficua.

Ascoltare e capire le emozioni: le attività laboratoriali

Negli ambiti educativi, non a caso, si sente sempre più spesso parlare di analfabetizzazione emotiva vale a dire l’incapacità di riconoscere, esprimere, condividere e gestire le emozioni.

Nella scuola aumentano infatti gli alunni che presentano difficoltà comportamentali ed emotive; ne sono un esempio l’eccesso di aggressività, l’incapacità di accettare le regole, i fenomeni di bullismo, la mancanza di rispetto verso sé stessi e gli altri.

A motivo di ciò, promuovo attività laboratoriali che promuovano l’ascolto, il riconoscimento e la comprensione del variegato mondo delle emozioni, ben consapevole della valenza che esso assume ai fini dell’apprendimento e del benessere psico-sociale di ciascuno e di tutti.

La costruzione di un alfabeto emotivo, vale a dire la presa di consapevolezza di questa dimensione così delicata e vitale del bambino, è un passaggio necessario che si impone sin dai primi anni di vita in modo tale che esso ne possa scoprire, sostenuto ed accompagnato, il potenziale immenso.

Laboratorio sulle emozioni per la scuola primaria

Perchè promuovere il progetto “Philosophy for Children”

In questi laboratori i bambini dovrebbero imparare soprattutto a:

  1. Raccontarsi con i compagni
  2. Scoprire punti di vista diversi dal proprio
  3. Capire concretamente che cos’è il rispetto
  4. Chiedere scusa
  5. Risolvere un litigio attraverso il dialogo

Quindi promuovere il progetto ha senso perché chi è “dentro” la scuola e “con” i bambini, sa bene quanto sia frequente trovarsi in dinamiche  in cui i bisogni formativi del “come pensare”, “come raccontarsi”, “come lasciarsi sentire” siano di primaria importanza per i bambini di questa età.

Riferimenti e link utili

Di seguito potete trovare alcuni link utili alle realtà italiane che si occupano di filosofia con i bambini seguendo metodologie anche molto diverse fra loro:

About The Author: Romana Cuozzo

Sono una maestra prevalente di Scuola Primaria nonché docente di Filosofia e Scienze Umane e docente di sostegno di ogni ordine e grado.

Laureata in Scienze dell’Educazione, ho lavorato in contesti pubblici e privati come educatrice presso centri riabilitativi e comunità psico-educative prima di “essere docente”.

La passione per la ricerca filosofica è stata ed è tuttora coltivata tra i banchi di scuola e ritengo, per i motivi di cui sopra, che essa debba essere “educata” a partire dalla scuola primaria proponendo percorsi “ dall’ottica del mondo dei bambini” utilizzando come sfondo integratore  il tema dell’amicizia o il mondo delle emozioni.

email: romy270279@libero.it

Romana Cuozzo
Romana Cuozzo

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